DANZA, CINEMA E ARTE.

Come ogni anno, dopo i corsi invernali, ogni associazione della zona organizza un momento finale in cui mostrare al pubblico il lavoro svolto all'interno di spazi chiusi, quando pioveva e non si poteva fare molto altro.
Per lo sport ecco allora premiazioni di squadre di pallavolo, in particolare di quella in cui gioca mia nipote, piccolo torneo e festa per vecchi e nuovi praticanti del tennis, come mio figlio che ha scoperto quanto gli piaccia e concerto finale di musica da banda per l'altra mia nipote. Insomma, tutti sono alle prese con dimostrazioni varie, ma oggi vi voglio parlare, un'altra volta, del saggio finale della scuola di danza frequentata da mia figlia.
Il titolo era "Una notte al museo" e devo dire che era molto ben ripreso il tema tratto dal film. Ogni tanto, infatti un custode con la sua pila usciva sul palco per controllare che tutto fosse a posto....
La musica che si fondeva con l'arte mostrava fossili, pietre preziose, e poi personaggi cinesi ed egiziani, vestali romane e muse greche in un susseguirsi di apparizioni, di costumi, di passi e di sorrisi.
Nell'attesa del proprio turno le piccole danzatrici osservavano dalla loro posizione ciò che le loro compagne facevano... e i loro pensieri volavano via...

L'attesa...


Ma l'arte, i quadri impressionisti, cubisti e surrealisti impressi sullo schermo davano un tocco d'eleganza in più, regalavano ad un pubblico, che avrebbe potuto sembrare distratto, un tocco di colore, una manciata di forme, un pizzico di bellezza, più di quello che avremmo potuto immaginare.


Fiori e colori...
 Stando vicino alle piccole ballerine ho potuto scorgere la loro vivace e positiva emozione, la sensazione, per alcune strana, di essere su un palco e la gioia di esserci. E subito dopo il relax, il lasciarsi andare dopo il proprio turno, il cercare nei passi delle altre ciò che erano o che potrebbero diventare.
Tutto lo spettacolo è finito con un quadro delle Ballerine di Degas che toccava i cuori, che portava il pensiero alla leggerezza dei loro passi, come se per un attimo avessimo potuto entrare in quei quadri...

Ballerine alla barra, di Degas

E se voi che eravate lì credete che il mio raccontare pecchi della visione da mamma, non esitate a dirmelo, non ne risentirei, ma se anche il vostro cuore alla fine si sentiva pieno, sarà la conferma di ciò che pensavo: un regalo per noi fatto di emozioni vere, di sentimento, di impegno, di passione...
Alla prossima
Lara

P.S. Le foto sono talmente scarse che è difficile riconoscere le ragazze, ma se ritenete siano da togliere... basta chiedere.

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