L'ABITO DELLA FESTA.

Scrivendo questo titolo mi torna alla mente il tempo in cui i vestiti nell'armadio erano divisi tra quelli "per la scuola" e quelli "per la festa". Credo che tutti noi che non siamo più adolescenti possiamo ricordare quei tempi.
In seguito mi è successo che gli abiti più carini sono quelli che uso per andare al lavoro, perchè comunque mi piace sentirmi a posto, mentre spesso il sabato e la domenica, dedicati ai mestieri di casa, sono più comoda con una tuta o qualcosa di così cosà...
Ma quella che voglio raccontarvi è la storia di un vestito della festa molto speciale, per me. E' quello che ho lavorato a maglia per il battesimo di mia figlia. Eccolo, mentre sbircia dalla scatola dove l'ho riposto con cura.
Quando è nata lei, dopo due maschietti, ho completato davvero il mio sogno di famiglia, e da allora sono sempre molto contenta.
Quando aveva solo pochi giorni cominciai a pensare al giorno del suo battesimo. Uno dei miei sogni, da sempre, era quello di creare con le mie mani un vestito da battesimo e siccome mi sentivo ( e mi sento) più capace con i ferri, ho scelto questo modo di crearlo. Mi sono messa presto al lavoro, senza dire nulla a nessuno, solo a mia mamma a cui ho chiesto di prendermi un chilogrammo di lana ( per essere sicura di non rimanere senza). Ho preso il modello da una rivista, ma ho praticamente cambiato quasi tutto. Comunque ho cominciato il vestito mettendo sui ferri lunghi ( meravigliosi da usare perché ti danno l'idea di grandezza del lavoro) numero 3,5 circa 300 punti, perché il lavoro è realizzato in un unico pezzo. Anche i bordi che lo circondano, sull'apertura dietro e il collo li ho lavorati dopo aver "tirato su" i punti in un unico pezzo, mentre per il giro- manica ho usato quattro ferri. Ci ho fatto anche un giro ovunque di punto gambero.
Lavoravo tra un sonnellino e l'altro, una poppata ( mangiava spesso) e un pannolino, ma mi sentivo bene, così contenta e sicura che avrei finito il lavoro e sarebbe stato come volevo io. Molte persone che frequentavano casa mia vedevano il lavoro iniziato, anche se spesso lo fermavo quando arrivavano, ma non capivano cosa stessi facendo: un maglione per me? una coperta? Forse non avevo voglia di mille consigli e commenti: ero davvero determinata e sapevo come doveva essere!
Ho pensato agli scalvi, al collo, alle roselline per il decoro davanti.
L'incrocio dietro era molto comodo per vestire la mia piccola, che sotto aveva pantaloncini e maglietta bianchi. La tunica, così, le cadeva giù, oltre i piedini, formando una specie di drappo. Mi piaceva molto ma soprattutto sapevo che un modello di vestito fatto in questo modo poteva andarle bene anche quando fosse stata più grande. Infatti provavo il vestito, per vederne l'effetto a mio figlio che allora aveva sei anni. Mi serviva da modello, ma si stufava subito, quindi un'occhiata e via.
Ora le va bene e oggi se l'è solo provato per farmi contenta mentre facevo le foto, ma non vedo l'ora di farle qualche bella foto in mezzo ai fiori, su di un prato verde e asciutto, e forse saranno più carine.
Alla prossima Lara

Commenti

  1. Capacità e amore hanno reso il vestitino un capolavoro da conservare con cura.

    RispondiElimina
  2. L' amore di una mamma, sa trovare sempre il tempo per realizzare un sogno. Come hai saputo fare tu, con questo bellissimo vestitino bianco. Ricordi molto belli da conservare.

    RispondiElimina
  3. Grazie a entrambe: lo conserverò con molta cura!

    RispondiElimina
  4. Mi ricordo ancora quando era solo un'idea... complimenti!

    RispondiElimina
  5. Ricordo perfettamente l'abito domenicale e guai a sporcarlo!
    Sono certa che conserverai con cura l'abitino e tantissimi complimenti!Ciao a presto,Monica

    RispondiElimina
  6. Si vede l'amore che ci hai messo!! complimenti !!

    RispondiElimina
  7. Mi accodo a tutto il coro che mi ha preceduto: quanto lavoro, e quanto amore! Complimentissimi, ciao
    elena°*°

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari